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ANDRIA E LE TRADIZIONI DI NATALE

DOMUS re Consulenti Immobiliari

Ci siamo: il Natale è arrivato. Tra presepi e alberi addobbati, siamo tutti pronti (o quasi) a vivere il periodo più bello dell’anno. Le famiglie riabbracciano i cari spesso lontani e ogni città vive queste giornate con i propri riti. Quali sono le tradizioni che rendono unico il Natale nella nostra città? Scopriamo come Andria vive il proprio Natale.

La Vigilia di Natale andriese

Ogni festa che si rispetti ha il proprio giorno che la precede, la propria vigilia. Il Natale non è da meno. Tutte le attenzioni degli andriesi sono concentrate sul momento clou della festa: il cenone. Per questo motivo il pranzo viene vissuto in maniera più semplice e frugale… ma comunque fritta. La regina del pranzo della Vigilia è la “pettola”, perfetta da sola o anche ripiena di ricotta piccante ed acciuga.

L’attesa del cenone si trascorre per le strade del centro, che in queste ore si trasformano. Tra un bicchiere di vino, file interminabili per gli ultimi regali e gli immancabili auguri e saluti ad amici e parenti la città acquista un fascino che solo queste giornate possono regalarle.

Il menù della cena mette tutti d’accordo: rape per primo e pesce per secondo. Sul secondo le alternative possono essere tante, ma non c’è Vigilia di Natale senza sua maestà il capitone arrostito. Il fine pasto non può che essere addolcito dai tipici rmeur andriesi, i dolci della tradizione natalizia. Le varietà abbondano: dalle rose con il vin cotto ai dolcetti di pasta reale, fino a l calzncidd l przzidd, per citarne solo alcuni.

Le tradizioni del giorno di Natale e di Santo Stefano

I riti religiosi sono al centro della giornata del 25, sia che si scelga di partecipare alla veglia di mezzanotte (o della sera del giorno prima), sia che si vada a messa in mattinata. Il pranzo di Natale segue principalmente i gusti e le tradizioni delle singole famiglie. Una giocata a carte e un giro di tombola chiudono in bellezza questi due giorni intensi.

Per il 26 dicembre, invece, la città torna ad essere d’accordo: bisogna stare leggeri. Il piatto della tradizione è la “minestra verde”, un brodo a base di verdure locali (tra queste cardi, verza e cicorie) e un misto di carne. Tutto finito? Assolutamente no, perché il calendario ci ricorda che le feste sono soltanto all’inizio.