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Cenni storici di Andria

Le radici storiche di Andria affondano e risiedono nella figura di Pietro I il Normanno che nel 1046 rifondò Andria, dandole il ruolo di civitas attraverso la costruzione di mura di cinta, oggi ancora visibili nella zona di pendio san Lorenzo e porta Castello.

Andria fu dominata per lungo tempo dai Normanni e nel XXI secolo avvenne il passaggio di consegna delle terre alla dinastia Sveva, nella figura emblematica e controversa di Federico II di Svevia.

Il legame tra Federico II  e la città di Andria fu davvero viscerale e forte, infatti nella cripta della cattedrale sono ancora oggi sepolte due delle sue mogli: Jolanda di Brienne e Isabella d’Inghilterra. Le tracce del dominio federiciano sono visibili e riscontrabili in tutto il centro storico, in particolare con l’arco di Sant’Andrea fatto costruire per omaggiare l’imperatore Federico II e poi con il monumentale Castel del Monte che con tutta la sua imponenza domina tutta la Murgia.

Nel 1266 Andria passò sotto il dominio Angioino e divenne Contea, successivamente con Francesco I del Balzo assunse la nomina di Ducato.

Nel 1552 Andria fu venduta per 100.000 ducati assieme a Castel del Monte, al conte di Ruvo  Fabrizio Carafa e successivamente suo figlio Antonio ottenne il titolo di Duca di Andria.

Andria nel corso del 1700 venne saccheggiata e incendiata più volte dalle truppe francesi, per aver dichiarato la sua fedeltà al Re di Napoli Ferdinando IV di Borbone.

Molte volte fu depredata e interessata da fenomeni di brigantaggio meridionale, soprattutto nel periodo post- unitario e intorno al 1900 la città visse un periodo di grande fermento politico dettato dalle rivolte mosse dai braccianti agricoli, queste lotte divennero sempre più intense durante il periodo della seconda guerra mondiale.

Oggi Andria è una grande città, infatti è uno dei centri più popolosi della Puglia e con i suoi oltre 100.000 abitanti è diventata il capoluogo della nuova provincia pugliese assieme a Barletta e Trani.