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CHIESA DI SAN NICOLA

DOMUS re

La Chiesa di San Nicola Trimodiense è una delle più antiche della città di Andria. Tra antiche tradizioni e lunga devozione, la chiesa è testimone di momenti importanti della storia della città.

Storia della Chiesa di San Nicola

Una bolla del vescovo Desidio risalente al 1104 concedeva agli abitanti del villaggio di Trimoggia (nell’odierna zona SS. Salvatore) di trasferirsi nel rione di S. Andrea, perché considerato più sicuro, in prossimità della piccola chiesa di S. Nicola di Myra. L’autenticità di quel documento è oggi ancora dibattuta. Altre fonti attestano in maniera certa la presenza nel XXII secolo in città di una chiesa intitolata a San Nicola di Myra.

Un primo ampliamento della chiesa risale al 1349 ad opera di Bertrando del Balzo, marito di Beatrice D’Angiò. Nel 1657 il duca Fabrizio IV Carafa donò alla chiesa l’altare maggiore sostituito poi da uno in marmo da Ettore II Carafa. Verso la fine del XVIII secolo vennero avviati lavori di restauro, interrotti nel 1799 e ultimati nei primi anni del 1800.

Chiesa di San Nicola: struttura

La facciata della chiesa è in stile neo-classicheggiante. È costituita da tre portali: il centrale è di proporzioni maggiori ed è sovrastato da un finestrone barocco, che con altri sei finestroni laterali illumina la navata. La vetrata disegna una croce con al centro l’immagine di San Nicola benedicente. Il bussolone d’ingresso è contornato da una grande tela che raffigura Giuda Maccabeo vincitore di Nicanore. Il quadro era originariamente collocato nella Basilica di S. Maria dei Miracoli, ma nel 1860 venne ceduto alla chiesa di S. Nicola. Attualmente la chiesa non ha campanile e tre campane sono innalzate con una struttura in metallo sulla retrostante canonica.

La chiesa si presenta a navata unica con le cappelle laterali abbellite da tele. La centrale di sinistra è dedicata a San Nicola. Una balaustra marmorea apre l’accesso al presbiterio, circoscritto da quattro colonne in pietra che sorreggono la volta a cupola riccamente decorata con stucchi. Al suo fianco in una nicchia è posizionato il busto processionale di San Nicola. L’abside retrostante il presbiterio accoglie gli elementi di maggior pregio di tutta la chiesa: il bellissimo altare maggiore, opera del 1750 dello scultore Antonio Corradini, in cui spiccano le sculture dei simboli dei quattro Evangelisti e la tela seicentesca di “San Nicola con Adeodato e i tre fanciulli”, opera di Andrea Vaccaro e restaurata nel 2018. Sulla mensola centrale dell’altare troviamo un crocifisso ligneo, un Christus patiens, risalente alla fine del XV secolo o all’inizio del successivo.