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CHIESA E CONSERVATORIO DI SANT’ANNA

Il centro storico della città di Andria è ricco di luoghi forse poco noti alla maggior parte della cittadinanza, ma non per questo non rilevanti nella storia della comunità cittadina. Tra questi ci sono la Chiesa di Sant’Anna e il suo Conservatorio. La Chiesa è sita in Via Flavio Giugno, mentre il Conservatorio è in via Flavio De Excelsis. I due edifici sono comunicanti tra di loro.

La Chiesa di Sant’Anna

La Chiesa di Sant’Anna risale al Settecento, contemporaneamente all’istituzione del Conservatorio nell’attiguo e comunicante palazzo De Excelsis, già Palazzo Vitaliano. Originariamente era riccamente decorata con temi barocchi, ma il restauro avvenuto nella seconda metà del Novecento ha lasciato la volta e gran parte delle pareti prive dell’intonaco e mostrano la viva struttura in tufo. La chiesa è a navata unica e presenta due fornici per lato. La trabeazione sugli archi lungo i lati è sorretta da pilastri sporgenti con capitelli scolpiti in tufo.

La volta è a botte ed è anch’essa in tufo locale. L’abside è di forma semicircolare ed è sormontato da un ampio coro e organo, nel quale le suore e le ospiti dell’orfanotrofio – conservatorio giungevano attraverso una porta che metteva in comunicazione i due edifici. L’altare, consacrato nel 1948 da Monsignor Di Donna a Maria Immacolata, non è più presente nel suo luogo originario. Dietro l’altare era collocato un quadro dell’Immacolata, attualmente ammirabile nella Cattedrale cittadina, affisso nel transetto.

Sotto l’abside e i primi due fornici sono presenti alcuni ambienti sotterranei, adibiti a catacomba-luogo di sepoltura. Una cornice in pietra segna il punto di accesso al sotterraneo. Qui sono ben visibili altri due accessi murati che fanno pensare ad altri ambienti sotto l’intera chiesa.

Storia del Conservatorio

L’istituzione di un luogo adibito alla cura e all’istruzione di bambine e ragazze in povertà, un Conservatorio, risale alla fine del Cinquecento sotto il vescovo mons. Resta. Questi probabilmente collocò il primo Conservatorio presso la palazzina Rimedi (già Mione), tra le odierne via Tutino e via Tommaso De Liso. Quella struttura venne dismessa, così come il Conservatorio che tornò ad operare sotto i Carafa agli inizi del Seicento presso la chiesa di Santa Caterina. Qui il Conservatorio durò meno di venti anni per contrasti tra il duca e il vescovo di allora. Dopo oltre ottant’anni, nel 1713, mons. Nicola Adinolfi acquistò il palazzo De Excelsis e riaprì il Conservatorio dedicandolo all’Immacolata Concezione. A metà dell’Ottocento il vescovo Longobardi istituì presso l’antica Chiesa della Madonna delle Grazie un altro orfanotrofio, per ampliare quello già esistente e funzionante presso la chiesa di Sant’Anna.