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CHIESA SAN DOMENICO

Situata in piazza Manfredi, nel cuore del centro storico di Andria, la chiesa San Domenico è uno dei vanti della città. L’elemento che più di tutti la inserisce a pieno titolo nell’immaginario cittadino è il suo campanile che, insieme a quello della chiesa Cattedrale e della chiesa San Francesco, rende Andria l’inconfondibile “città dei tre campanili”.

Storia della chiesa San Domenico

La chiesa di San Domenico, originariamente dedicata a S. Maria dell’Umiltà, fu costruita nel 1398 per volere della duchessa Sveva Orsini, vedova di Francesco I Del Balzo. La duchessa donò ai frati Domenicani un terreno dove edificare una chiesa e un convento. Nel corso dei secoli successivi il convento divenne un centro economico e culturale molto importante. La sua struttura si estendeva fino all’odierna via S. Angelo dei Meli ed era dotata di due chiostri, uno contemporaneo alla chiesa, il secondo risalente probabilmente alla seconda metà del Seicento.

Chiesa e convento hanno subito una serie di modifiche nel corso dei secoli, ad esempio la ricostruzione della facciata nel Cinquecento e la chiusura delle tre finestre ogivali sulla parete laterale. Nell’Ottocento la chiesa vide la riduzione del numero degli altari da tredici a cinque. I Domenicani arrivarono a subire la confisca del convento da parte del governo napoleonico (che nel 1809 fu trasformato in carcere) e, nel corso dei decenni, la sua quasi completa demolizione (nel 1896 sorse lì l’azienda elettrica locale).

Chiesa San Domenico: stile e struttura

L’impianto della chiesa è in stile gotico. La caratteristica scalinata in pietra conduce alla facciata. Questa fu costruita nel 1510 e presenta un portale d’ingresso tipicamente rinascimentale. Sull’architrave del portale vi è una conchiglia con all’interno la Vergine con il Bambino Gesù sulle ginocchia. Ai suoi lati furono dipinte successivamente le immagini di S. Domenico e di S. Caterina. Due pilastri sormontati da capitelli identificano la porta. Sulla base dei pilastri sono scolpiti due bassorilievi: in uno Dio guarda Adamo, nell’altro Adamo ed Eva sono vicini all’albero del peccato.

La chiesa è ad una sola navata ed è dotata di cinque altari. L’altare maggiore è posizionato davanti all’abside e spicca per bellezza e cura dei dettagli. Il presbiterio è a base quadrata ed è sormontato da una cupola. Nella sacrestia della chiesa è conservato, mummificato, il corpo del duca Francesco II Del Balzo. Sopra la sua tomba era collocato un busto di marmo bianco, attribuito a Francesco Laurana. Il busto, raffigurante il duca in abito di terziario domenicano, è attualmente custodito nel Museo Diocesano.

Il campanile

Tra il 1765 e il 1769 venne eretto il campanile, contemporaneamente alla costruzione del campanile della chiesa di San Francesco. Alto 48,16 metri, il campanile è a tre piani ed è costruito completamente in pietra, in stile barocco. Poggia su una delle campate del chiostro dell’antico convento, su un basamento quadrato. Una larga cornice divide i vari piani tra di loro e ogni piano è caratterizzato da quattro grandi finestre, sormontate da cornici arcuate e delimitate ognuna da un piccolo pilastro per lato. La cuspide è a base ottangolare e la banderuola in cima, in rame, raffigura un cane che porta in bocca una torcia accesa, simbolo dei Frati Predicatori domenicani.