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LE EDICOLE SACRE DI ANDRIA

Le edicole sacre colorano e popolano città, paesi e campagne da oltre dieci secoli. Sono da sempre esempio della fede e della pietà popolare della gente. Sono piccoli monumenti o tempietti che fanno parte dell’arredo urbano. La maggior parte di esse si trova a ridosso di abitazioni, agli angoli delle strade, nelle piazze o lungo le strade di campagna. Quasi sempre ubicate in alto per proteggere devoti e passanti, le edicole sacre fondono devozione e folklore.

Lo loro origine risale alla cultura pagana dell’antica Roma. Nelle abitazioni vi era un angolo riservato ai Lares, divinità domestiche. Per strada, invece, era comune trovare i Compites, statuette divine in terracotta poste sopra un muretto dentro un’edicola. La prima testimonianza storica di edicole sacre risale al XII secolo a Venezia. Nel tempo le edicole sacre si diffusero un po’ dappertutto, anche nella città di Andria.

Le edicole sacre ad Andria

Le edicole sacre nella città di Andria sorgono spontaneamente nel tempo, per qualche episodio o evento particolare. Quasi sempre queste non riportano il nome dell’artista che le ha realizzate. Nello stile risultano molto semplici, per una maggiore attenzione dei fedeli al culto e non al fatto estetico. Le immagini possono essere: dipinti ad affresco, sculture a bassorilievo, realizzazioni in maiolica, statuette in pietra.

Non vi sono documenti o testimonianze storiche che raccontano dell’origine di queste icone, ma è certo che le immagini sacre al di fuori delle chiese e delle abitazioni siano sempre esistite. Beatrice Andriano Cestari in Le edicole sacre di Andria censisce ben 166 edicole sacre (comprendendo le edicole in città e di campagna). La loro ubicazione è varia e la maggior parte di queste raffigurano la Madonna, molto venerata nella città come è testimoniato dalle numerose chiese dedicate alla Madre di Cristo.

Molte edicole sacre sono state distrutte, spesso anche in tempi recenti. Al giorno d’oggi le edicole rimaste sono nella maggior parte dei casi ben conservate e illuminate, addobbate con altarini, tovagliette ricamate e fiori. Confraternite e privati spesso si prodigano per la conservazione e il restauro di queste opere d’arte popolari. Una delle ultime opere di recupero di queste edicole risale al 2017 con il restauro della tela raffigurante la “Madonna del Carmine” in via Porta Castello tra i civici 18 e 20.