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OFFICINA SAN DOMENICO

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Oggi conosciamo l’Officina San Domenico come centro polifunzionale, polo culturale, luogo promotore di numerose iniziative ed eventi che animano la città di Andria. L’Officina, ubicata in via Sant’Angelo dei Meli nei pressi della Chiesa di San Domenico, è stata molto altro in passato. Ripercorriamo la storia di uno dei luoghi simbolo della città federiciana.

Come nasce l’Officina San Domenico

Il toponimo “Officina” compare per la prima volta in un documento pontificio del 25 marzo 1398 firmato da papa Bonifacio IX. Questi dette il benestare per la costruzione di una Chiesa, un monastero e varie strutture per la prima comunità di frati Domenicani della città. Il papa volle così appoggiare il desiderio di Sveva Orsini, vedova di Federico I del Balzo duca di Andria. Alla fine del Trecento ebbe inizio la costruzione della Chiesa di San Domenico e del monastero nel luogo donato dai del Balzo.

Il Monastero fu per secoli il centro culturale domenicano più importante della Puglia. In esso si tennero corsi di filosofia e di teologia, mentre nei chiostri si studiavano le scienze. Il Chiostro grande divenne nel Settecento la “Sala Consiliare della città”. A partire dal 1809 con la soppressione degli ordini religiosi, la grande biblioteca e il Monastero furono depredati. Per tutto l’Ottocento il monastero cadde nella totale decadenza e rovina.

L’Officina dal Novecento ai giorni nostri

Verso la fine del XIX secolo l’Officina San Domenico tornò a vivere come “Officina elettrica” della città. Un vero e proprio gioiello tecnologico che la sera del 18 luglio 1897 permise ad Andria di essere illuminata per la prima volta dalla corrente elettrica. Con la crescita dell’abitato e l’aumento delle attività agricole e commerciali, l’apporto di elettricità fornito dall’Officina divenne insufficiente. Negli anni Trenta del Novecento l’officina elettrica fu abbandonata e poi smantellata. Il luogo continuò ad essere utilizzato dall’amministrazione comunale come scuola elementare e rimase tale fin dopo la Seconda guerra mondiale.

Il piano di ricostruzione post-bellico portò nuove scuole: quella ubicata nell’ex “Officina a San Domenico” fu smantellata ed il luogo nuovamente abbandonato. Negli anni Sessanta il comune concesse l’uso dell’ex Officina alla parrocchia di San Domenico. L’Officina divenne così un centro ricreativo con all’interno un teatro. A seguito dello spopolamento del centro storico e l’abolizione della parrocchia di San Domenico i locali dell’Officina furono ancora abbandonati.

Dal 2006, e con alterne fortune, l’Officina San Domenico è tornata ad essere quello che, in fin dei conti, è sempre stata: uno dei centri culturali più importanti della nostra città.