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PALAZZO DUCALE

Il Palazzo Ducale di Andria, già Palazzo Carafa, sorge in Piazza La Corte all’interno della cinta muraria, corrispondente all’odierno centro storico della città, contiguo alla Cattedrale. L’accostamento dei due edifici non è casuale: risponde, infatti, alla volontà tipicamente medievale di localizzare nello stesso punto il potere religioso e il potere politico-economico. A seguito dell’ampliamento urbanistico risulta difficile oggi percepire la visibilità del Palazzo da ogni punto della città.

Si è soliti datare il Palazzo Ducale intorno alla seconda metà del 1500, periodo successivo all’acquisto avvenuto nel 1552 del Ducato di Andria da parte di Fabrizio Carafa Conte di Ruvo. Egli avrebbe ristrutturato in stile tardo rinascimentale e ampliato la storica residenza della famiglia Del Balzo, regnante nei due secoli precedenti all’avvento dei Carafa. Il palazzo presenta oggi le fattezze del rifacimento proprio dei Carafa.

All’epoca dei Del Balzo il Palazzo e la cattedrale erano comunicanti per permettere l’accesso al Tronetto Baronale (accessibile alla sola famiglia Ducale) che il Capitolo della Cattedrale fece costruire come ringraziamento per il dono del 1308 della Sacra Spina da parte di Beatrice d’Angiò, moglie di Bertrando Del Balzo.

Il palazzo si erge su tre piani, uno a livello stradale, e ha pianta trapezoidale. Tre dei quattro prospetti sono valorizzati da un portale d’ingresso. Quello su Piazza la Corte corrisponde all’antico ingresso padronale del Palazzo Ducale Carafa e si presenta come il più imponente, proponendo in maniera più maestosa i temi architettonici degli altri due portali che si affacciano su Via Vaglio e Piazza Vittorio Emanuele II, già Catuma.
Caratteristico dei tre portali è il balcone soprastante che ne chiude la struttura. Dai portoni si accede al cortile interno, dove si affacciano vari ambienti tra i quali le stalle e le antiche scuderie. Il primo piano, o piano nobile, era adibito a residenza della famiglia ducale e agli ambienti di rappresentanza, quali la sala delle feste o la cappella privata. Tra il cortile e il piano nobile si estende in parte l’ammezzato che ospitava scale e ambienti di servizio per il piano nobile, come le cucine, le dispense e la lavanderia. L’ultimo piano era riservato ad abitazione della servitù.