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PIAZZA PORTA LA BARRA

DOMUS re

Piazza Porta La Barra sorge su uno slargo su cui si affacciava una delle porte d’accesso della città. La piazza era già nota come “Largo del Purgatorio”, per la vicinanza all’omonima chiesa. Quest’ultima a sua volta era anche conosciuta come Chiesa S. Sebastiano e precedentemente di S. Onofrio. La piazza è legata a doppio filo alla porta dalla quale prende il nome.

La piazza e Porta La Barra

L’antica chiesa prospiciente Piazza Porta La Barra era già presente nel periodo (1100 circa) in cui i Normanni edificarono la cinta muraria con le porte. La porta di accesso alla città sorgeva tra le attuali via Palestro e vicolo Porta la Barra. Essa prendeva il nome da una sbarra che impediva l’ingresso in città a coloro che non pagavano la dogana. All’inizio del XIX secolo la porta fu abbattuta in vista di un ampliamento urbanistico.

Piazza Porta La Barra: ieri e oggi

Ad inizio Novecento Piazza Porta La Barra era intitolata ad Ettore Carafa. Testimonianze risalenti all’Ottocento e ai primi del Novecento raccontano che in questo slargo scorreva scoperto un canale per la raccolta dell’acqua piovana. Le fonti denunciano che vi veniva gettato di tutto, con gravi problemi per l’igiene pubblica. Una epigrafe affissa all’inizio di via Annunziata ricorda la consacrazione della prima pietra del “Gran Canale” che passa sotto questa piazza, l’istituzione cioè della rete fognaria.

Ad inizio secolo scorso la piazza vide l’edificazione della nuova fontana pubblica, protetta da una inferriata. Essa era rifornita da condutture collegate alla grande cisterna, anche detta “Cisternone”, realizzata sulla strada per Castel del Monte. Bisognerà attendere qualche anno dalla sua costruzione, precisamente il 6 gennaio 1916, per l’allaccio della fontana al nuovo acquedotto pugliese. Risale a quel periodo la rimozione della cancellata. Da allora tutti i cittadini ebbero libero accesso alla fontana, risolvendo il problema della distribuzione diretta dell’acqua nelle abitazioni, cosa per pochi e, soprattutto, per i più facoltosi.

Numerosi erano gli edifici attigui alla piazza di rilevante importanza per la città. Ad esempio il 2° Ufficio di Polizia Urbana, costruito nel 1903 tra le attuali Via Eritrea (allora Corso Imbriani) e Via Manthoné. Inoltre in Via Eritrea, e con ingresso in via Gondar, sorgeva la nuova Scuola per “l’Educazione dei figli del Popolo”, un palazzo di tre piani che nel corso del tempo ha ospitato vari gradi di istruzione (dalle elementari al triennio di scuola tecnica). Nella prima metà del secolo scorso questa piazza era uno snodo di grande traffico commerciale, seconda solo a Piazza Catuma. Per essa transitavano tutte le merci in arrivo da Canosa e dalle più lontane Napoli e Roma.